Lo sviluppo della Boxe moderna

Al giorno d’oggi diamo per scontata e naturale la possibilità di praticare un’attività sportiva, probabilmente  i nostri figli, i nostri amici e noi stessi  dedichiamo  qualche giorno alla settimana nella pratica di qualche attività sportiva, seguiamo  partite della nostra squadra preferita, incontri o eventi sportivi dal vivo o  comodi in poltrona davanti alla tv e spesso In compagnia di amici e qualche birretta.

Ma non è stato sempre cosi!!

 

Anche lo sport ha una sua storia e la Gran Bretagna del 18° secolo è il luogo cruciale in  cui trovò terreno fertile e condizioni giuste per il suo sviluppo .

Per praticare uno sport, partecipare ad un evento o comunque dedicare del tempo ad attività ricreative in generale ,abbiamo bisogno appunto del “TEMPO”. Per questo è fondamentale avere tempo non impegnato a soddisfare le necessità primarie, tempo extra lavorativo da dedicare a noi stessi e ai nostri piaceri…quello che gli anglosassoni chiamano “leisure”.

E di tempo libero purtroppo, nella Gran Bretagna rurale antecedente al 18° secolo non è che ce ne fosse poi  molto, anzi, si lavorava nei campi tutti i giorni dall’alba al tramonto, tempo per  divertirsi ne rimaneva veramente poco, e dopo una giornata di lavoro pesante, forse era  poca anche la voglia.  A dettare la cadenza delle attività umane erano il  ritmo naturale dell’agricoltura con le sue semine e raccolti in occasione dei quali si organizzavano feste e sagre paesane. Il calendario cristiano determinava le tempistiche del riposo.
Durante feste come Pasqua o la settimana di pentecoste nei villaggi si organizzavano festivals  e carnivals in cui parte delle attrazioni erano dedicate all’organizzazione di gare di atletica, giochi con la palla ed attività sportive in generale.  Attività sportive diverse da ciò che conosciamo e immaginiamo oggi;
ad esempio nessun spettatore pagava il biglietto, non esisteva  nessuna squadra o club permanente, nessun atleta che  poteva  vivere  di solo  sport, tant’è che le imprese di questi uomini rimanevano pressochè  ristrette  alla notorietà locale e alla fama del paese.

Tutto ciò iniziò a cambiare con il modernizzarsi  dell’economia, durante la rivoluzione industriale che, innovando anche le  tecniche agricole favorsice la crescita su larga scala dell’agricoltura commerciale, spingendo i piccoli imprenditori agricoli ad abbandonare i campi e creando quella working class che andrà ad insediarsi nei sobborghi delle grandi città abbandonando le campagne.

I ritmi lavorativi nelle città sono diversi, probabilmente si guadagnano più soldi e soprattutto il lavoratore ,dal professionista al commerciante all’operaio,ha almeno un giorno di riposo, solitamente il lunedì o martedì.

Condizioni di lavoro “migliori” con giornate prestabilite di riposo favoriranno  la “commercializzazione del tempo libero” come la chiama lo storico J.H: Plumb di Leicester come ad esempio: comprare un biglietto per il teatro, il quale per l’appunto fiorisce proprio in questo secolo, oppure un biglietto per un evento sportivo.

Nella città di  Londra infatti si può assistere a corse di cavalli, partite di cricket, di football e di uno spettacolo  sportivo  dove due contendenti, uno davanti all’altro a  torso nudo si affrontano cercando di abbattersi a vicenda con la sola forza dei pugni…lo chiamano “Pugilism”, Pugilato.

Al giorno d’oggi si tracciano orgogliosamente le origini della storia del pugilato indietro fino ai Greci e forse oltre, ma in realtà poco o niente sul pugilato di quel periodo è giunto fino a noi. La boxe moderna deve maggiormente i suoi natali ai maestri d’armi  Inglesi  che nel 18 secolo promossero e regolamentarono il combattimento a mani nude.

È con James Figg che di solito inizia la storia del pugilato moderno. Considerato  il primo campione dello sport a mani nude, era sicuramente più  conosciuto per le sue abilita schermistiche con la spada ed il bastone. Probabilmente più che combattente  fu il primo vero promoter nello sport del pugilato .

“ Master of the noble science of defence “, James  Figg apre il primo anfiteatro dove impartire a gentiluomini  facoltosi lezioni  e senza dubbio offrire spettacoli che hanno protagonisti i migliori pugili della zona.

Nell’anfiteatro gli incontri si svolgono su una sorta di ring rudimentale, le regole non sono certe ne ben definite, i due contendenti si accordano prima su cosa sia permesso o vietato. È uno sport crudo, violento, privo di  rounds, non ci sono guantoni, semplicemente vince chi rimane in piedi. Si combatte per la gloria ma soprattutto per il premio in denaro, “prize”

È uno spettacolo che piace però, che attira molta gente anche di ceti sociali molto diversi tra loro.  Intorno al ring si può trovare infatti dalla plebaglia alla nobiltà. Ed è durante questi eventi che viene incanalato l’impulso dell’uomo per le scommesse: plebe e nobiltà scommettono su tutto: sul vincente, sul primo sangue ,sul primo atterramento; scommesse che generano un bel giro di soldi.
Gli avventori scommettono  certamente nella speranza di guadagnare un bel gruzzolo ma, così facendo, diventano loro stessi protagonisti, partecipando empaticamente allo svolgersi  degli eventi. Dovendo puntare dei soldi iniziano cosi ad interessarsi a tutti quei risvolti e storie che circolano intorno al mondo pugilistico interessanti ed utili per predire l’esito di un combattimento.
In molti si appassioneranno.

Se con Figg il pugilato inizia a diventare famoso è con il suo pupillo Jack Broughton che il pugilato finalmente viene regolamentato.

Jack Broughton, di mestiere waterman, una sorta di nostro gondoliere ma sul tamigi di Londra, è sicuramente da considerare il vero padre del pugilato moderno.
Nel 1743 scrive le prime regole rudimentali che formalizzano inizialmente tutti i prizefights che si svolgono nel suo anfiteatro ma che successivamente vengono adottate e riconosciute universalmente in tutto il Regno Unito.

Poche regole, sette in tutto, tra cui:
l’istituzione di un arbitro;
la divisone in rounds che terminano non per un limite di tempo ma con l’atterramento di uno dei due contendenti;
il divieto assoluto di picchiare un avversario mentre è a terra;
solo 30 secondi per riportarsi al centro e continuare a combattere dopo aver subito un atterramento finchè uno dei due si dichiari sconfitto o l’arbitro lo dichiari vinto.
Il pugilato di quei tempi è decisamente uno sport molto diverso da  quello che conociamo oggi, si può infatti proiettare a terra l’avversario con tecniche di lotta, non si menzionano divieto di calci e altre manovre che oggi sarebbero considerate  scorrettezze inaccettabili.

Per vedere  il pugilato come lo conosciamo bisognerà aspettare Sir John Sholto Douglas, pari di Scozia, nato nel 1844 a Firenze, città  culla del rinascimento ( e forse non è un caso) meglio noto come il “marchese di Queensberry “.
Nel 1865 il nobile capisce che si può fare meglio per spettacolarizzare lo sport, scrive per ciò le sue regole eliminando tutte quei tempi morti, quelle pause che annoiano gli spettatori e soprattutto eliminando  del tutto la lotta. Passeranno alla storia come le “regole del Marchese”

Le regole si rivelano fondamentali nello sviluppo dello sport  per diverse ragioni. Innanzitutto con delle regole scritte l’arte si eleva a scienza, l’atleta come conseguenza si specializza divenendo un professionista nell’accezione moderna del termine. Aumenta in questo periodo l’uscita di manuali per l’apprendimento della “noble art”e contemporaneamente il  “fair play”, parola legata indissolubilmente a tutti quei valori etici che sono parte integrante di una sana competizione e che rende gli atleti “nobili”, diviene il centro dell’evento sportivo a differenza di quanto avveniva durante i prize fight.
Infine un regolamento chiaro favorisce ed aumenta la comprensione che lo spettatore ha verso lo svolgimento della gara e, a modo suo, ognuno diventa un” esperto” in grado di avere un’opinione; tant’è che si giunge ad una popolarizzazione delle opinioni.

Altro fattore importante per lo sviluppo del pugilato è legato alla sua capacità di coinvolgere persone di diverse origini. Tra gli atleti possiamo sicuramente citare il celeberrimo prizefighter Daniel Mendoza, ebreo Spagnolo di umili origini, che fu capace con la sua  storia di riscatto sociale di rapire l’immaginario degli spettatori divenendo una vera e propria star del tempo. Sempre in termini di personalità il pugilato può vantare tra i suoi fans più accaniti, nientepopodimeno che il principe di Galles,il futuro Re Giorgio IV (1820-30) in persona.

Il futuro Re influenza lo sport in due  modi:
il primo sono i soldi e  le conoscenze aristocratiche e facoltose con le quali riesce a procurare  premi “borse,” elevati per gli atleti;
il secondo modo è la capacità di rendere il pugilato uno sport  “fashionable “  e di attrarre con la sua solo presenza masse di “appassionati” dell’alta società volenterosi di farsi vedere vicino o insieme alla famiglia Reale.

Il pugilato ad un certo punto è  lo sport che più di tutti unisce le classi sociali tra di loro, i meno abbienti e l’upper class si ritrovano insieme a godere dello stesso spettacolo, tuttavia la voglia di mischiarsi da parte degli aristocratici con la lower class è sempre  limitata, anche se l’ammirazione verso gli atleti quasi sempre di umili origini è comunque  sincera.
Il pugilato quindi unisce tutti in un senso di nazionalismo mai provato prima, infatti a quei tempi era più normale identificarsi con una citta, il villaggio di provenienza con la propria famiglia  o clan, o attraverso la fedeltà al Re. Tutti ma proprio tutti sono  d’accordo su una cosa ; il duellare con i pugni è tipicamente Inglese, tanto che lo storico Inglese Pierce Egan si spinge a scrivere quanto segue: “i britannici non si dispiacciano di una scienza che non solo aggiunge generosità di animo e coraggio, in un paese dove lo stiletto è sconosciuto, dove le dispute non generano assasini e dove la vendetta non finisce in omicidio”. Chi sa leggere tra le righe capisce subito che lo stiletto è riferito al modus operandi del popolo Italico mentre per il resto è ovvio il volersi differenziare con i dirimpettai: ” gli odiati “ Francesi con i quali sono in guerra .

Anche Daniel Mendoza nel suo libro del 1792 “the art of Boxing” lo descrive come “il modo nazionale di combattere nell’ unico paese dove è stato regolamentato con regole scritte ed elevato a scienza.”

Attraverso il pugilato gli Inglesi soddisfano l’amore per il gioco duro, l’amore per passatempi “violenti” che affermano valori marziali come il coraggio, lonore e l’eroismo. Il sangue del ring diventa metafora di una società che nel 18-19 secolo è crudele. Per i fans un buon incontro è  l’idealizzazzione dell’estetica maschile, una dimostrazione di virilità, onore e abilità combattive. Il ring insegnava agli inglesi il coraggio del leone, una sorta di orgoglio nazionale che contrastava la “mollezza” di certi ambienti. Il pugilato elevò l’onore sopra la ricchezza e i valori marziali sopra il confort.

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Classical Pugilism e Irish Bare Knuckle Boxing

Classical Pugilism e Irish Bare Knuckle Boxing

Classical Pugilism e Irish Bare Knuckle BoxingSpesso tra le mail che la nostra associazione riceve, alcune dimostrano la confusione che imperversa nel mondo del pugilato a mani nude.
Bkb Italia limita al momento la sua pratica al solo Classical Pugilism, coprendo gli svariati periodi e i diversi regolamenti che hanno come nota più evidente la progressiva esclusione della fase lottatoria. L'esclusione della fase lottatoria succitata é una delle differenze più evidenti che il Pugilism dei primordi e il bkb di matrice Irish Gipsy hanno. I due fenomeni hanno sicuramente origine comune, storicamente sappiamo infatti che l'alba del Pugilism di matrice anglosassone così come quella del pugilato dei travellers irlandesi risale al 1700.
Sappiamo inoltre che l'Irlanda ha regalato molti campioni  a questo sport.
Il Pugilism classico da arte marziale, a sanguinoso evento duellistico, si é evoluto nel moderno sport che conosciamo, mentre il pugilato dei travellers é rimasto sospeso da un punto di vista del regolamento tra le London Prize Ring Rules e le Queensberry Rules. Come nelle London Rules l'incontro viene disputato a mani nude, permettendo ancora di colpire a pugno chiuso,di avambraccio e di palmo, ma a differenza di questo set di regole e similmente alle Queensberry Rules sono proibite prese di lotta e proiezioni.
L'arsenale tecnico più completo che non vietava in maniera esplicita prese per i capelli, calci (in linea bassa con le scarpe tacchettate), testate e altre tecniche pericolose e sleali cadrà in disuso con la sostituzione delle Broughton Rules (area di studio dove Bkb Italia concentra i suoi sforzi) da parte delle London Price Ring Rules.
Se da un lato le scommesse sono cosa comune ad entrambe le versioni, bisogna ammettere che il Fair Play dei travellers é di assoluto rilievo, permettendo  loro di dirimere controversie fra diversi clan (o i membri di uno stesso clan) in maniera "cavalleresca" e non eccessivamente sanguinosa.
Irish Bare Knuckle
Da un punto meramente tecnico, pur essendo presente qualche colpo sporco, negli odierni match fra Gipsy assistiamo sostanzialmente ad un match di pugilato moderno: niente grappling, niente prese per i capelli, nessuna proiezione, guardie corte, poche parate a favore delle schivate e pugni tirati con pronazione della mano e molta flessotorsione come nella boxe sportiva.
Altra cosa da notare è che, come nella boxe moderna, il bersaglio principale dei travellers è il volto, quando nel pugilism di era Broughton una delle zone preferite per il K.O. era la bocca dello stomaco chiamata "mark". Tornando al discorso delle guardie bisogna notare come queste si siano accorciate con l'escusione della lotta, permettendo sia ai Gipsy che ai pugili moderni di sviluppare il repertorio di colpi a corta distanza noto come in-fighting. Nel Pugilism di matrice Broughton, il combattimento ravvicinato sfociava in un match lottatorio che alternava prese, immobilizzazioni con percussioni, a proiezioni e potrebbe per questo ricordare più lo stile di lottatori di MMA alla Randy Couture, ovviamente escludendo la fase a terra assente nel Pugilism, ma presente negli stage fighting che precedettero l'avvento delle Broughton Rules.

È per questo, che pur avendo enorme ammirazione per gli Irish travellers, il loro coraggio e la loro arte, ci teniamo a sottolineare che quanto si vede su youtube  ( vi rimando a bellissimi documentari come Knuckle) é molto diverso da quelle che sono le tecniche, le strategie e il repertorio tipico del Pugilism classico. Rimangono inalterate l'assenza dei guantoni, la tenacia e il cuore di chi si cimentava e si cimenta tuttora in un incontro a nocche nude.

Fin

Bkb Staff

John “Jack” Broughton, campione e innovatore

BroughtonIl padre della Boxe moderna

John “Jack” Broughton nacque il 5 luglio1704 in una zona indefinta tra Londra e il Glouchestershire.
In virtù della sua possenza lavorò come barcaiolo sul Tamigi, traghettando passeggeri tra una riva e l'altra del fiume e vincendo due importanti gare in voga ancora oggi: la Doggett's Coat e la Badge Race.
Con un'altezza di circa 1,80m e un peso di 90 kilogrammi Broughton servì anche nella guardia del corpo reale, scortando Re Giorgio II nella sua ultima battaglia.
Oltre ad essere un temibile pugile sul ring si rivelò una persona di profonda umanità quando, in seguito ad un terribile match contro George Stevenson, ne provocò la morte, episodio che lo segnerà profondamente.
Si narra che Broughton si recò per tutto il periodo della convalescenza, che porterà Stevenson alla morte, al capezzale di questi.
Da qui l'impulso di redarre le sette regole note come Broughton's Rules per aumentare la sicurezza dei pugili negli incontri.
Tali regole costituiranno la pietra angolare su cui verranno scritte le seguenti London Prize Ring Rules, sostituite successivamente dalle Queensberry Rules, in voga ancora oggi.

Dagli Stage Fight al Pugilism

A differenza del predecessore James Figg, Broughton sarà uno dei primi specialisti della sola arte a mani nude cimentandosi, non più negli stage fight che resero famoso il suddetto Figg, ma in Prize Fight di solo Pugilism. I suoi incontri furono così frequentati da provocare la morte di un fan per schiacciamento. Questo ci dà un indizio della fama raggiunta dal campione.
Le cronache ci parlano di un pugile non solo di forza e potenza straordinarie, ma dall'approccio scientifico ed innovativo per il tempo.
Il suo colpo favorito fu il “peg at the stomach” o “projectile”,un potente diretto destro tirato alla bocca dello stomaco, seguito dal “lunge under the ear”, un violento affondo sotto l'orecchio sinisto dell'avversario. Tra le strategie rese celebri dal campione inglese possiamo nominare il “milling on the retreat” che consisteva nella capacità di attirare l'avversario nei propri colpi camminando all'indietro e per ciò raddoppiandone l'effetto devastante.
Oltre alla succitata strategia Broughton aggiunse al panorama tecnico del pugilism dei suoi anni, poderosi lunges, passi laterali e blocchi tipici della scherma.

Pugilato, Guantoni e Upper Class

Nel 1743, grazie alla sua opera di diffusione della boxe negli ambienti di rango più elevato, introdusse una prima forma di guanto  nota come mufflers, il cui nome deriva dalle coperture utilizzate sugli speroni dei galli da combattimento per impedire che si uccidessero durante gli “allenamenti”. Questa fu un'innovazione atta a evitare le cosidette “ugliness” derivanti dallo sparring senza protezioni alle mani. Un volto segnato avrebbe decisamente allontanato la upper class e il suo denaro dalla pratica sportiva.
Si dice che ad ispirare la creazione delle rudimentali protezioni fu la vista di una statua ritraente un pugilatore greco dalle mani fasciate. Ovviamente la pratica competitiva veniva ancora compiuta a mani nude.

Nel corso dei suoi numerosi incontri Broughton sconfisse anche Geroge Taylor, allora sostituto del deceduto Figg nel Figg's Amphitheatre.
Nel 1743 grazie alle sue numerose vittorie e al supporto di vari e ricchi “Patrons” disposti a finanziarlo, crea il proprio Amphitheatre in Hanway Road nelle vicinanze di Oxford Street, dove organizzerà varie esibizioni di pugilato.
Si ritirerà imbattuto a quanto narrato da Captain Godfrey, allievo di Figg e dello stesso Broughton.

La Sconfitta e il ritiro

Il suo record verrà macchiato da una sconfittà solo quando, dieci anni dopo il suo ritiro, rimetterà piede sul ring per redimere una disputa con il rude Jack Slack che aveva osato insultarlo.John Broughton's defeat by Jack Slack
Dopo un inizio combattimento promettente, subirà un colpo tra gli occhi così forte che gli impedirà di continuare il match.
Questo provocherà lo scontento dei numerosi scommettitori che vedevano in Broughton il sicuro favorito. Tra questi il Duca di Cumberland, allora “Patron” del vecchio campione, che lo accuserà di essersi venduto il match. La chiusura dell'amphitheater del pugile sconfitto, avvenuta nel 1754, fu una probabile conseguenza di questo sfortunato incontro.
Broughton si ritirerà dedicandosi all'insegnamento privato del puglism e contemporaneamente all'attività commerciale e di antiquariato, terminando la sua prospera vita nel 1789.

 

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James Figg, il primo campione

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“Eccomi sono Jemmy Figg dal villaggio di Thame, mi batterò contro ogni uomo in Inghilterra”.

Questo era il grido che avreste udito nei primi anni del 18° secolo nei dintorni di Marylebone – Londra ,dove James Figg aveva appena aperto un’accademia di discipline marziali che comprendeva anche l’insegnamento della boxe.

Alto 1,80 per 84 kg, Figg era sempre pronto a combattere chiunque avesse avuto il coraggio di sfidarlo. Gli si attribuiscono ben 270 incontri ,di cui solo uno perso, e in quell’occasione si vocifera che fosse malato.

Figg passò alla storia come il primo campione d’Inghilterra della boxe a mani nude riconosciuto universalmente, mantenne il titolo fino al 1730 circa.
Fu anche un esperto di lotta, scherma e bastoni. In realtà i primi pugili a mani nude oltre ad usare i pugni dovevano essere abili anche nell’uso delle armi, inquanto il prize fighting era solito svolgersi in tre specialità diverse: la prima con la spada ,la seconda a mani nude e la terza con  bastoni o mazze.

Figg nacque nel febbraio del 1684 da Francis ed Elisabeth Figg a Thame village nell’Oxfordshire, piu giovane di sette figli di una famiglia povera in un povero villaggio agricolo.
Non ebbe un infanzia facile, ma si costrui presto una fama di abile “prize-fighter” frequentando abitualmente gli stand delle fiere locali dove, ai tempi, si combatteva per premi in denaro .
Le scommesse erano parte inscindibile dello spettacolo e attiravano un numero enorme di scommettitori pronti a puntare soldi sugli incontri.
La storia ci narra che fu propio il conte di Peterborough ,appassionato di prize fighting e grande giocatore d’azzardo, a notare per primo il grande potenziale di Figg, avendolo visto esibirsi in svariate occasioni.james-figg-manifesto

Figg con il patrocinio e l’aiuto del Conte, si trasferì a Londra dove fù aiutato a costruire la sua “fighting academy ” conosciuta come
“Figg’s Amphitheatre”,dove  una piattaforma, sopraelevata e circondata da una staccionata, permetteva agli atleti di confrontarsi di fronte a un pubblico.
Riconosciuto come “Master of the noble science of defence” ebbe enorme successo anche come maestro.

Uno dei suoi studenti, il Capitano Godfrey, ci lascia una testimonianza sull’ approccio realistico delle lezioni e sulla rigidità degli allenamenti tenuti nell’accademia, scrivendo: “Ho acquisito la mia conoscenza combattendo contro molti, con la testa rotta e contusioni in ogni parte del mio corpo.” .

Figg, grande maestro di scherma, fu influenzato pesantemente da quest’ultima nell’insegnamento e nella pratica del combattimento a mani nude: parate e contrattacchi tipici della disciplina armata divennero bagaglio della boxe dei tempi.
A differenza di ciò che viene praticato oggi, la boxe di Figg enfatizzava il lavoro di braccia ma comprendeva anche prese di lotta, calci e tecniche brutali come strangolamenti, dita negli occhi, prese ai capelli e morsi. Il combattimento dei tempi poteva continuare anche a terra se concordato dai contendenti. Alcune fonti descrivono lo stile parlando di “up and down style”.

ll piu grande avversario di Figg fù Ned “the pipemaker ” Sutton di Gravesand, l’unico che riusci a sconfiggerlo nel primo incontro.
Figg si aggiudicò la rivincita nel secondo match e poi i due furono protagonisti di una memorabile battaglia il 6 giugno 1727 in quel che fu il terzo ed ultimo incontro tra i due combattenti.
L’evento attirò molti personaggi importanti dell’epoca tra cui il primo ministro Sir Robert Walpole .
La cronaca dell’incontro fu scritta in versi da James Byron:

– durante il primo match con le spade, dopo 30 minuti di relativa tranquillità, su un’attacco di Sutton, Figg si ferisce ad un braccio con la sua stessa spada ma, non contando per il regolamento, si continua finché nel sesto round lo stesso Figg ferisce la spalla dell’avversario aggiudicandosi la vittoria.

– dopo una pausa di trenta minuti inizia la sfida a mani nude. Durante un acceso scambio, Sutton proietta Figg a terra.
Il campione, rialzandosi prontamente, proietta a sua volta Sutton al suolo.
Dopo una breve interruzione, necessaria a Sutton per riprendersi, Figg subisce un colpo così forte dall’opponente che finisce scaraventato giù dal palco e in mezzo al pubblico (ai tempi non si usavano corde).

Nonostante l’impatto tremendo,Figg recupera e una volta risalito sul ring, atterra Sutton con un pugno finendolo poi al suolo con una sottomissione.

– l’incontro finale si disputa con le mazze (cudgel) nel quale Figg rompe il ginocchio di Sutton aggiudicandosi in gergo tennistico point,set e match!

Figg senza ombra di dubbio è stato uno dei più grandi artisti marziali conosciuti di sempre. Completo e versatile così come dimostrano le sue abilita in scontri a contatto pieno con uso di armi , a mani nude e nella lotta.
Rimase campione indiscusso dal 1720 al 1730, ma fu anche un grande maestro. Quando nel 1730 si ritira, il titolo di campione d’Inghilterra viene rivendicato proprio da un suo allievo, Jack Broughton che lo terrà per ben 20 anni fino al 1750.

Dopo il suo ritiro James Figg continua ad insegnare la “nobile arte” , morendo  a soli 40 anni , l’ 8 Dicembre, 1734, lasciando una moglie e figli.

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Breve storia del Bare Knuckle Boxing

Breve storia del bare-knuckle boxing

Il pugilato affonda le sue origini nella notte dei tempi. Greci, romani ed etruschi erano famosi per la pratica in formati e spettacoli più o meno sanguinosi, ma è in terra d’Albione che il combattimento coi pugni raggiungerà prima lo status di arte e poi di vera e propria scienza.
Non è possibile stabilire una discendenza diretta tra il pugilism anglosassone e il pugilato romano portato dalle truppe imperiali nella conquista della Britannia,è però indubbio che certi “passatempi” inglesi raccontati nelle cronache e conosciuti come Prize Fights, in cui si tenevano combattimenti tra animali e tra uomini, ricorderanno da vicino i sanguinari giochi romani.
E’ in questi eventi che si distinguerà James Figg (1684-1734), combattente e maestro d’armi e primo campione inglese di pugilato e autoproclamatosi campione del mondo.
Va fatto notare che gli scontri in cui Figg si cimentava erano più simili a dei giochi gladiatori in quanto si dividevano in tre round di tre diverse discipline: un round al primo sangue con la spada, un round di corpo a corpo, e un round di cudgel, ovvero di combattimento con la mazza.
La parte a mani nude in cui Figg e i suoi contemporanei si affrontavano ricordava molto più il pancrazio greco-romano che il moderno pugilato, ed era infatti conosciuta come “Up&Down style” proprio perché anche la lotta a terra era consentita. L’esperienza di Figg con le armi lo porterà ad integrare alcuni concetti della scherma anche nel combattimento a mani nude: famosa è la sua capacità di rubare le linee d’attacco all’avversario e di portare contrattacchi che, mentre andavano a segno, deviavano il colpo dell’oppositore.
La fama guadagnata nei Prize Fights porterà Figg ad aprire una sua accademia dedicata all’addestramento di chiunque potesse pagare i servigi del maestro nelle discipline armate e disarmate della difesa personale.

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Un primo passo in senso sportivo verrà compiuto da Jack Broughton (1703-1789). Allievo di Figg e anch’esso campione del mondo, noto non solo per la sua rapidità ma anche per la sua etica in un mondo violento come quello dei prize fight, sarà il creatore di un primo set di regole a tutela dei combattenti note ancora oggi come Broughton Rules. Triste spunto a questo primo regolamento sarà il sanguinario incontro tra lo stesso Broughton e lo sfidante George Tylor, che vedrà quest’ultimo morire dopo un mese d’agonia.
In quei tempi il non infierire su un combattente al suolo, o evitare che lo facesse addirittura uno dei secondi all’angolo, non era cosa tanto ovvia. Nonostante questo primo regolamento che comprendeva l’adozione dei round e vietava il combattimento a terra, la disciplina permetteva ancora la lotta verticale, era infatti frequente il ko da proiezione, e vari tipi di manipolazioni, strangolamenti, nonché prese ai capelli.

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Broughton, come il suo maestro Figg, aprirà una sua accademia dove addestrare nobili e borghesi nell’arte della difesa personale e dove terrà e organizzerà match ed esibizioni.
E’ con Daniel Mendoza (1764-1863) che il pugilism arriverà a diventare vera e propria scienza.
Grazie al suo approccio meticoloso al footwork, ai continui cambi guardia, al lavoro di busto nelle schivate e allo studio ossessivo di combinazioni basate su fulminei contrattacchi , il brevilineo atleta riuscirà ad avere la meglio su pugili fisicamente superiori ,con un approccio al combattimento tanto moderno da superare in innovazione anche la manualistica successiva al campione.
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Con Mendoza, senza per questo voler sminuire grandi campioni americani con John L. Sullivan, ultimo campione a mani nude e primo campione di pugilato con guantoni, e i maestri successivi, il pugilism o bare knuckle boxing raggiungerà l’apice tecnico prima di tramontare a causa delle Queensberry Rules del 1867 promulgate dal Marchese John Douglas. Tali regole renderanno obbligatorio l’uso dei guantoni (dapprima creati in forma embrionale da Broughton ed utilizzati solo in allenamento) e proibiranno tutte le prese di lotta andando a mutare profondamente le tecniche di percussione, le difese e le strategie, relegando il pugilato a mani nude alla sola pratica della difesa personale prima dell’oblio causato dalla fascinazione per le arti asiatiche che investirà tutto l’occidente.
Fin.

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